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::Arpège: storia e caratteristiche

NEWS:

L'ASDEC
"Associazione Scafi d'Epoca e Classici" ha inserito ufficalmente l'Arpège nel Registro Storico Navale quale "Scafo d'epoca" per le barche costruite fino al 31 dicembre 1969 e "Scafo classico" per quelle realizzate in data posteriore. Il riconoscimento premia una imbarcazione che è ormai considerata universalmente come l'inizio della storia della vela moderna e che è stata realizzata in oltre 1500 esemplari dal cantiere Dufour a la Rochelle (FR). Questo è il primo riconoscimento per una barca in vetroresina costruita in grande serie.Ogni proprietario d'Arpège potrà richiedere la certificazione del proprio Mitico rivolgendosi all'Associazione:

Mitico Arpège

via Francesco Mantica 26
33100 UDINE

sandro.vittorio@libero.it

Insrto completo a pag. 10 del giornalino vivarpege

Progettato sul finire degli anni '60 da Michel Dufour che ne cura anche la costruzione (sarà infatti l'Arpège il precursore del grande cantiere Dufour) l'Arpège sin dalla sua prima apparizione riscontra un notevole successo. Infatti vince subito lo Yachting World Rally, un concorso che premia, in un confronto internazionale molto severo, la miglior barca in senso assoluto tenendo conto non solo dei risultati in regata, ma anche del disegno, delle attrezzature, delle comodità, del grado di finitura ecc. Ma non è solo la bellezza e la cura nella costruzione che sorprende di questa barca, infatti l'Arpège si dimostra subito anche molto affidabile in navigazione, nonché veloce.



Nel 1969 si classifica seconda nella Transpacifica per solitari battuta solamente dal mostro Pen Duik V di Tabarly. E' la consacrazione; da quel momento un susseguirsi di successi sia in regata che nelle crociere, corte o lunghe che siano, ne fanno la barca simbolo di quel periodo. E la conferma sono gli oltre 1.500 esemplari usciti dal cantiere sino al 1974, anno in cui cessa la produzione. L'Arpège è stata l'imbarcazione europea più esportata, se ne possono incontrare esemplari negli USA, in Brasile, in Giappone ecc. In Italia è facilissimo incontrarla ed ora, con la nascita dell'Associazione MITICO ARPEGE, gli armatori ed i simpatizzanti hanno un punto di riferimento ed un'organizzazione che ne cura la rivalutazione e che crea momenti di incontro e discussione.



L'Arpège è uno sloop armato in testa d'albero. La sua lunghezza fuori tutto è 9,25 metri. Nei primi anni però la produzione prevedeva anche una versione con lo specchio di poppa perfettamente verticale che riduceva la lunghezza f.t. a 9 metri esatti. Le linee d'acqua, ovviamente sono le stesse così come il baglio massimo che misura esattamente 3 metri. Una larghezza normale, ora, ma per quel periodo era una esagerazione che lo rendeva però molto confortevole e spazioso per i canoni del tempo. La sistemazione interna prevede un totale di sei cuccette: due che si infilano sotto le panche del pozzetto, e quattro nella dinette. Di queste ultime, le due basse sono molto larghe e costituiscono anche le sedute del "quadrato", mentre le due più alte sono assai più strette, ma gli occupanti sono ben trattenuti da delle bande laterali in legno che possono essere sistemate in più posizioni. La tuga, elegantemente slanciata, è prevista su due livelli, in modo da permettere l'altezza di 1,80 metri sia nel quadrato che nella "sala nautica".



Quest'ultimo ambiente sorprende per il tavolo da carteggio, veramente di dimensioni ragguardevoli e che testimonia la predisposizione alturiera della barca. Contrariamente alla moda attuale, la zona di prua è libera da cuccette e costituisce il cala vele. Qui si trova anche il servizio di bordo dotato di wc e di lavello. Ritornando ai dati tecnici l'Arpège ha un dislocamento di 3,6 tonnellate con una zavorra di 1,5 t. costituita da una pinna di deriva molto allungata nel senso longitudinale, ma poco profonda e da un poderoso siluro terminale. Il tutto in ghisa. Il pescaggio è limitato a m. 1,35. Alcune rare versioni, più sportive, hanno una pinna allungata con un pescaggio di m. 1,62. Si diminuisce così lo scarroccio, favorendo altresì l'angolo di bolina. Riguardo l'armamento l'Arpège può vantare una superficie velica di circa 50 mq. data da una randa di mq. 17 ed un genoa di 31,5. Questi dati però potrebbero variare dato l'attuale utilizzo di sistemi avvolgibili. Inoltre c'è da segnalare che anche per quanto riguarda le sartie vi sono da distinguere due versioni: infatti le sartie alte in un primo momento venivano fissate a delle lande posizionate sulla falchetta; successivamente anche queste ultime, come già le basse, sono state portate più all'interno e fissate sull'alzata della tuga. Ciò ha consentito di cazzare maggiormente il genoa e guadagnare così qualche grado al vento. Rimane comunque l'impressione che l'Arpège renda maggiormente se lasciato correre sacrificando qualche grado di bolina piuttosto che portato con il minor angolo possibile. Le forme dell'opera viva e la percentuale di zavorra rendono la barca restia ad improvvisi sbandamenti ed anche con vento sostenuto gli interventi di riduzione della tela possono essere eseguiti in tutta calma e tranquillità. Il lungo timone, supportato da uno skeg, permette sempre un ottimo controllo e, grazie agli slanci abbastanza pronunciati (la lunghezza al galleggiamento è di appena 6,70 metri), il passaggio sull'onda è sempre morbido.


Per concludere una barca che a dispetto dei trent'anni e più, può considerarsi ancora uno dei nove metri più validi per chi apprezza la marinità e la sicurezza. Indubbiamente la nautica negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, specialmente nell'abitabilità interna ed esterna, ma come qualità marine l'Arpège, ancora oggi, è un punto di riferimento. Altre barche sono arrivate vicino all'Arpège, ma nessuna l'ha mai superata, tanto che il record del numero degli esemplari prodotti lo detiene ancora questa mitica barca francese.

Scheda originale del cantiere Dufour







Associazione Mitico Arpège - via Mantica 26, 33100 Udine
 
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