Per iniziare parliamo di delaminazione.  Arabella, il mio Arpege, al momento dell'acquisto aveva evidenti segni di cedimento in tutta la zona di prua fra il gavone dell'ancora e la tuga, sui passavanti e una zona a piede d'albero per circa 40-50 cm. quadrati. Un'altro inconveniente, almeno per me, derivava dal fatto che il modello di Arpege da me acquistato era privo di passo d'uomo a prua. Per posizionarne uno, ho dovuto necessariamente tagliare la tuga. Ho potuto verificare così la struttura della coperta. Fra le due peli, almeno nel mio modello, c'è uno strato di poliuretano espanso. Anche in quella zona si notava in precedenza delaminazione. Ho potuto verificare che questa era avvenuta per la polverizzazione di una minima parte di espanso ma che lo strato integro era molto consistente. Preciso che anche in quella zona prima dell'intervento sembrava che la coperta dovesse cedere sotto i piedi.

I materiali che ho usato
Fra i vari consulti, ho ritenuto più rassicuranti e autorevoli quelli dei tecnici del cantiere SE.RI.GI. di Aquileia che mi consigliavano di usare resina epossidica. Priorità assoluta la scelta della stessa. Per questo mi sono rivolto agli amici del colorificio Italia di Trieste dove da 15 anni mi fornisco di antivegetativa e di tutto il necessario per i lavori di manutenzione.  Abbiamo scelto a proposito una resina piuttosto liquida e a catalizzazione lenta.  Ciò agevola lo scorrimento del prodotto. Ho evitato quindi le marche più commercializzate e vi assicuro che la spesa è stata molto inferiore alle previsioni.  Per iniettarla ho usato delle siringhe da veterinario, le più grosse in commercio adatte quindi al nostro scopo.  Naturalmente da usare senza ago.  Ne ho comprate una decina e alla fine ne ho usate la metà.

Come si procede
E' necessario eseguire un'accurata pulizia della zona della zona su cui si deve intervenire. Io ho usato acetone che risulta indispensabile anche per la pulizia degli attrezzi, sopratutto delle siringhe.  Ho delimitato poi piccole zone di intervento.  Bisogna partire da una zona sana e procedere verso le delaminazione.  Fare quindi una serie di fori a distanza di 3/4 cm. uno dall'altro.  Si procede quindi, dopo aver rigorosamente rispettato i dosaggi indicati per la catalizzazione, a iniettare la resina nel primo foro.  Bisogna lavorare con molta calma e precisione fino a quando il foro immediatamente vicino comincerà a traboccare la resina.  Procedere quindi ad iniettare da un'altro foro fino a quando la zona, ripeto piccola poche decine di centimetri quadrati alla volta, è stata completamente trattata.  Ora bisogna posizionare dei pesi
sulla zona dell'intervento al fine di favorire l'incollaggio delle parti.  Io ho usato dei pani di piombo del peso di 5kg. l'uno. Verificare che da tutti i fori trabocchi del liquido iniettato.  Per continuare l'operazione attendere quanto indicato dalla ditta produttrice, normalmente 24/48 ore.

Problema zone inclinate
L'inclinazione non  è mai eccessiva. Nei passavanti così come a piede d'albero ho proceduto partendo dalla zona più bassa. Anche qui delimitando un'area piccola d'intervento ed ho iniettato la resina come precedentemente illustrato. Mano a mano che si catalizza si sale per completare la zona da resinare.  In sostanza il lavoro è tutto qua. Perche il tutto vada a buon fine è fondamentale scegliere il periodo giusto. Io l'ho fatto ad Aprile a cavallo delle Feste di Pasqua.  Ho lavorato in un capannone per evitare inconvenienti con il tempo.  Da noi in Friuli in primavera la pioggia non manca mai.  La temperatura consigliata è intorno ai 18/20 gradi. Durante l'esecuzione dei lavori non ho incontrato particolari difficoltà, come detto bisogna procedere per piccoli passi e con molta precisione.  Ho portato a termine il lavoro in una decina di giorni ed ho utilizzato circa 4 kg
di resina. RISULTATO. sono trascorsi ormai 4 anni e non ho più avuto problemi di cedimenti o delaminazione. Gli amici del "Mitico Arpege", Guido in testa, hanno verificato di persona la consistenza della coperta di Arabella.

Finitura e Pitturazione
E' chiaro che alla fine dell'intervento il risultato sarà una coperta con tanti fori e colature di resina catalizzata. Con uno scalpellino da legno ben affilato si asporta facilmente il superfluo. Si procede poi a carteggiare le zone trattate. Per la pittura mi avevano consigliato di usare Isoflan e di rifinire le zone antisdrucciolo con sabbia di quarzo. Non mi andava, però, l'idea di alterare l'aspetto originario del mio Arpege. Avevo letto del Deco Lay della ditta Cecchi e l'idea di questo prodotto gommoso antisdrucciolo mi era piaciuta.

Risultato
Da subito mi sono reso conto che non era quello che desideravo. Non perché non funzionasse come antisdrucciolo, ma bensì perché il colore risultava opaco e poroso, di difficile pulizia.  Ma il peggio venne circa un'anno dopo quando la vernice cominciò a sfarinare, lasciando al tatto e sui vestiti una fastidiosa patina di "borotalco".

Conclusione
Tre anni fà, un anno dopo il primo intervento, Ho riverniciato la coperta. Questa volta ho usato Isoflan come consigliatomi all'inizio. Il risultato mi ha pienamente soddisfatto. I soliti amici del "Mitico Arpege" hanno verificato e , credo; apprezzato il risultato del lavoro, anche se Guido lamenta ancora escoriazioni a causa del mio antisdrucciolo.

A disposizione per ulteriori chiarimenti, buon lavoro e , speriamo anche buon vento a tutti

                                                                                            Giuseppe  Spampinato
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 La coperta di Arabella