:: Arpège in Legno

Molti di voi saranno già a conoscenza che l’Arpège fu costruito, in alcuni esemplari, anche nel nobile materiale: il legno. Non sono a conoscenza dell’esatto motivo di tale scelta, l’ipotesi più accreditata è che tali scafi fossero una sorta di “prova” prima dell’avvio della produzione a livello industriale. Altri asseriscono però che di Arpège in legno ne furono costruiti anche dopo tale momento. Una cosa è certa: questi Arpège (se così li possiamo chiamare) furono costruiti in Italia dal Cantiere Navale Mostes di Genova.01   Detto cantiere fondato dalla famiglia Mostes non è più attivo. Nel corso degli anni ha cambiato più volte proprietà e gli attuali titolari, pur conoscendo tale costruzione (e l’Arpège in generale), purtroppo non hanno rinvenuto nessun’altra testimonianza; gli archivi del tempo sono andati perduti e le maestranza, ovviamente, non sono più le stesse. Ma ad assicurarci sull’effettiva costruzione di questi piccoli yacht vi sono gli esemplari ancora galleggianti, anzi meravigliosamente naviganti.
Primo fra tutti il "Nina Boba" con il quale il capostipite dei Malingri (Doi) sul finire degli anni ’60, ha attraversato l’Oceano Atlantico. Questa impresa è stata poi raccontata in un libro “Il log del Nina Boba” appunto. Questo Mitico 02Legno è ancora navigante, porta lo stesso nome ed è ormeggiato in Sardegna, a Cagliari.

Le ricerche dell’Associazione Mitico Arpège hanno poi portato alla scoperta di altri tre esemplari perfettamente mantenuti nonché di un altro, più sfortunato, che purtroppo è affondato nel corso di una mareggiata che lo ha visto soccombere ai colpi infertigli da un più grosso e pesante peschereccio. Si tratta del “San Martino” e qualcuno ricorderà che su un recente numero del nostro “Bollettino Informativo” un suo vecchio proprietario (ora armatore dell'Arpège in VTR – Arabella -) cercava notizie di questa sua vecchia barca ancora a lui molto cara. Ora sembra che questo sfortunato esemplare abbia trovato un amatore che intende riportarlo all'antico splendore.03
Come dicevo, oltre al Nina Boba altri tre “legni” sono naviganti e, come il primo, sono ormeggiati in Sardegna. Si tratta del “Foletta III, dello “Snoopy” e del "Saint Etienne".

Sono barche che hanno sicuramente un fascino ben maggiore dei nostri “moderni” esemplari. La tuga, più spigolosa, rispecchia i canoni del tempo, il legno conferisce, soprattutto agli interni, un calore ben maggiore. Erano, all’epoca, barche assai veloci e certamente si trattava di barche di gran classe.

Chi fosse in possesso di ulteriori notizie per completare questo capitolo della storia dell'Arpège, è pregato di inviarle alla redazione dell’Associazione.

sandro.vittorio@libero.it